
Acquistare un acquario in casa significa diventare un appassionato di
acquariofilia, una persona che si occupa dell'allevamento di pesci, piante acquatiche e
rocce vive in un acquario domestico, ma allo stesso tempo non è difficile diventare anche un esperto di
acquariologia, che riguarda lo studio della flora e della fauna d’acquario, per conoscere almeno un minimo di nozioni per coltivare al meglio piante ed animali acquatici, ed evitare di fare scelte sbagliate, sia nel momento dell'acquisto, sia durante l'allevamento, nell'acquisto di
articoli per acquari nell'
illuminazione acquari e nei vari
accessori acquari.
Purtroppo molto spesso l'acquariofilia marina viene additata come una delle attività umane maggiormente responsabili della distruzione delle barriere coralline. Questa affermazione in parte può essere vera, poichè oltre all'acquariofilia ci sono fenomeni legati alla presenza umana che hanno un impatto ben più devastante sui reef di quanto ne possa avere il prelievo di specie destinate al mercato acquariofilo. Comunque anche in questo settore, grazie a nuove leggi e restrizioni, la situazione sta migliorando, anche se la mortalità degli animali pescati è sempre purtroppo molto alta.
C'è da aggiungere che la riproduzione in cattività di coralli, pesci,
tridacna e invertebrati può essere la giusta strada per far crescere l'acquariofilia marina salvaguardando al tempo stesso la barriera corallina e consentendo una
vendita coralli più regolamentata.
Propagare il corallo duro
Per tutti coloro che hanno la fortuna di avere una vasca rigogliosa ed intendono cimentarsi nella propagazione degli invertebrati bastano pochi accessori:
- Una vaschetta di plastica
- Una tronchese d’acciaio con le punte sottili
- Resina epossidica bicomponente
Ecco come creare una talea di corallo duro, per esempio di Acropora.
Prima di tutto dobbiamo scegliere un pezzo già molto ramificato e al suo interno individuare il ramo che si desidera tagliare. Il frammento da staccare non deve essere troppo piccolo ma di almeno 3-4 cm di lunghezza. Con la tronchese d'acciaio, dobbiamo recidere il ramo alla base, agendo con estrema delicatezza e prestando attenzione a non spezzarne altri.
Il ramo tagliato va posto nella vaschetta in cui abbiamo inserito un pò d'acqua dell'acquario.
A questo punto è meglio asciugarsi le mani. Quindi cominciamo ed impastare i due componenti della resina fino ad ottenere un impasto morbido e dal colore uniforme. La quantità di pasta sarà scelta in base alle dimensioni della talea da incollare. Di solito ne basta una pallina non più grande di una noce.
Ora infiliamo nella pallina di resina il rametto tagliato, facendo bene attenzione a far aderire la resina su tutta la superficie di base della talea.
Tenendo tra pollice ed indice la pallina con la talea, la fissiamo su pezzetto di roccia, stendendo bene la resina in modo da ricavarne una sorta di cono.
A questo punto la possiamo sistemare dentro l'acquario.
Se tutto fila liscio, nel giro di poche settimane la talea, superato lo choc, comicerà a crescere. Si vedrà il tessuto estendersi verso il basso fino a coprire la base di resina ed allo stesso tempo la punta (o le punte) del rametto diventare bianche e allungarsi.
Con questo sistema un singolo frammento di Acropora può dar vita ad una nuova ramificazione.
Tuttavia la nuova formazione difficilmente assumerà la conformazione regolare, tonda (simile alla corolla di una rosa) tipica delle colonie cresciute in natura. Per sviluppare un'Acropora di questo genere sarà necessario, invece di conficcare il rametto in modo verticale sulla resina, fissarlo in posizione orizzontale: tessuto e nuove ramificazioni non si svilupperanno in una direzione prestabilita ma potranno crescere secondo una forma più naturale.
Propagare il corallo molle
Propogare coralli molli quali gli alcionacei è un'operazione alla portata di qualsiasi acquariofilo con un minimo di nozioni di base. I due aspetti importanti per una propagazione efficace sono la separazione della colonia madre e il posizionamento del nuovo corallo su un substrato adeguato. Il taglio sulla colonia madre deve essere effettuato con un bisturi, con un cutter (tagliabalsa) o con una semplice lametta da barba.
Nel caso di un Sarcophyton occorre fare attenzione a non avvicinarsi troppo al fusto dell’invertebrato ed effettuare il taglio partendo dal bordo del "cappello" spostandosi verso il centro.
Il frammento così ottenuto darà vita ad un Sarcophyton dalla forma alquanto irregolare. Se vogliamo invece ottenere un aspetto più naturale dobbiamo affrontare un taglio più "coraggioso": scindere il "cappello" dal tronco con un taglio orizzontale. Nel giro di qualche mese, il tronco darà vita ad un nuovo "cappello" circolare e il "cappello" tagliato, una volta fissato in una nuova posizione, si trasformerà in un nuovo Sarcophyton completo di tronco.
Per propagare invece una Cladiella sarà sufficiente reciderne un "ramoscello". Prima di fissare il frammento, occorre controllare che la "ferita" non entri in contatto con altro materiale e che sia lambita da un deciso flusso d'acqua. Quest’accorgimento evita l’insorgere d’infezioni.
Non ci dobbiamo spaventare quando il tronco di un corallo appena inciso rilascia in acqua una sostanza lattiginosa. Nel caso ne fuoriesca una quantità tale da minacciare la qualità dell'acqua della vasca, a operazione terminata, sarà sufficiente aggiungere al filtro una dose di Carbone attivo.
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